
Il “Gesta Danorum” è un’opera storica scritta dallo storico danese Saxo Grammaticus che narra delle leggende e della storia della Danimarca.
L’opera

Il “Gesta Danorum” è un’opera composta in 16 volumi scritti tra il 1190 e il 1208 dallo storico danese Saxo Grammaticus. I primi nove libri narrano la preistoria danese, l’avvento del cristianesimo in Danimarca e le leggende di molti re ed eroi scandinavi vissuti fino al IX secolo. I primi libri sono tratti dalla “Skjöldungesaga“, una saga islandese che narra della discendenza della famiglia reale danese, gli Skjöldungar: Grammaticus attribuisce a quella famiglia la discendenza dei primi re di Danimarca, da Skjöld fino a Gorm il Vecchio. Un’altra fonte utilizzata per i suoi primi libri è stata la “Cronaca Anglosassone“, scritta nel Wessex nel VIII secolo. Nel settimo libro narra le leggende delle scudiere scandinave, come Awilda e Rusla. Per l’ottavo e e il nono libro Grammaticus trae le sue fonti dal “Brevis Historia Regum Dacie” dello storico danese Sven Aggesen e da “La Cronaca di Roskilde“, scritta da Adamo di Brema. Dal decimo libro in avanti vengono narrati fatti storici della Danimarca medievale, dal regno di Herald Dente azzurro fino a quello di Canuto VI. Nel sedicesimo libro Grammaticus include la vita del suo amico, Absalon, vescovo di Lund tra il 1179 al 1201. L’amicizia di Grammaticus con Absalon influenza gran parte dell’opera, e nel prologo il vescovo di Lund viene elogiato più volte come uomo di chiesa, politico e avventuriero allo stesso tempo. Il “Gesta Danorum” contiene molte influenze culturali anche dal mondo latino, come le leggende degli eroi come Eracle. Viceversa molti personaggi hanno influenzato la cultura nei secoli successivi: Amled ha ispirato la famosa opera di Shakespeare “Amleto“, Awilda è comparsa in molte opere di vari scrittori come “Re Torrismondo” di torquato Tasso.
Saxo Grammaticus

La figura di Saxo Grammaticus è avvolta tutt’oggi nel mistero. Si pensa che sia nato nell’isola di Selandia intorno al 1150, e si è sempre definito molto legato alla sua terra natìa:
“…terra che meraviglia per l’abbondanza di risorse indispensabili agli abitanti […] che supera in bellezza tutte le altre province della nostra patria“
Secondo lo storico medievale Sven Aggesen, Saxo Grammaticus era uno scrivano e compagno di avventure di Absalon, vescovo di Lund: Grammaticus è infatti descritto da Aggersen come uomo coraggioso e che possedeva l’onore di un servo. Saxo Grammaticus si esprimeva con un latino elegante e classico, il che ha portato gli studiosi a pensare che avesse compiuto i suoi studi fuori dalla Danimarca, probabilmente in qualche monastero in Francia. Il suo nome originale era Sakse, poi latinizzato in Saxo e tradotto in italiano come “Sassone“; il soprannome “Grammaticus” gli è stato dato nel 1342, per via del fatto che il suo stile si rifaceva molto a quello di Virgilio, Orazio e Prudenzio. La sua opera più grande fu il “Gesta Danorum“, scritto tra il 1190 e il 1208. Si pensa che Grammaticus sia morto verso il 1220, ma ne sono ignote le cause.

Molto interessante e pieno di riferimenti culturali ❤
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Grazie. Sì, opere storiche del genere hanno molti riferimenti culturali e prendono spunto da molte altre opere più antiche
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